Amore siamese
Trovandosi a leggere un articolo dal titolo un po’ insolito – per essere un sito di una psicoterapeuta – qualcuno potrebbe immaginare che questo post sia dedicato all’amore per i gatti (che in effetti nutro).
Ho pensato di dare un titolo “creativo” e curioso a questo breve articolo per alleggerire una tematica che leggera non è: il tema riguarda i rapporti di coppia, in particolare una tipologia specifica di legami, quelli basati sulla dipendenza affettiva.

Tipi di coppie
Ci sono tanti modi per amarsi e altrettanti per stare in coppia: oggi, più che in passato, ci interfacciamo con una gran mole di rapporti che, lungi dal volerli giudicare, stimolano la mia curiosità e mi portano spesso a riflettere.
Coppie chiuse, aperte, poliamorosi, pansessuali, asessuali … Spesso sono “mode” che fanno tendenza, quelle che regolano i rapporti tra le persone, e che proprio in quanto mode, dopo un certo periodo di tempo, tendono a diminuire.
C’è un tipo di coppia, però, che sembra abbastanza stabile nel tempo e che si affaccia non di rado in psicoterapia: la coppia di soggetti “dipendenti”, o meglio di ex dipendenti. Proviamo ad entrare più nel dettaglio.
Coppie di “siamesi” umani
Di frequente, quando si forma una coppia, accade che uno o entrambi gli individui della diade amorosa spariscano per un po’ dal mondo: ciò accade nei primissimi tempi, quando l’attrazione è forte, il desiderio di stare insieme e conoscersi intenso e ogni momento ci sembra buono per impiegarlo con l’altro.
Gli amici e i parenti lamentano la latitanza ma possiamo comprendere che, quando si incontra qualcuno “speciale”, il resto passi per un po’ in secondo piano. Per un po’ non vuol dire “per sempre”.
Ci sono coppie che spariscono in maniera prolungata dalla vita sociale: ciò accade quando entrambi i soggetti vivono una relazione così simbiotica e vincolante che il rapporto risucchia tutto e non c’è energia per nient’altro.

Le coppie interdipendenti
Le coppie di soggetti interdipendenti sono diadi che “fanno tutto insieme”, non si separano mai: amici comuni (quando ce ne sono), dai rispettivi parenti sempre insieme, magari alcuni si coalizzano contro i familiari dell’altro come per affermare che “uniti si sta bene” e si è più forti.
Non ci sono momenti della vita in cui non siano insieme e, se costretti a separarsi (per motivi di lavoro, per fare un esempio), si aggiornano costantemente, condividono le reciproche posizioni sui social media, non si perdono di vista un attimo … e molto altro ancora.
Le coppie così strutturate si sentono più forti degli altri in una certa fase iniziale del legame ma poi, ad un certo punto, la luna di miele finisce e l’incantesimo inizia a svanire: questo accade quando uno dei due non ce la fa più a sacrificare tutto per la coppia, ha necessità di ossigeno e prova a separarsi.
L’autonomia nelle coppie interdipendenti
La ricerca di autonomia da parte di uno dei coniugi o membri di una coppia interdipendente è vissuta dall’altro come “alto tradimento”: il patto di unione simbiotica che era stato stipulato all’inizio viene come inquinato da una smania di libertà che sembra incomprensibile a chi desidera rimanere “incollato” all’altro.
Di solito, tra un tira e molla e un altro, queste coppie iniziano a sgretolarsi: l’autonomia genera una crepa che non fa che sfaldarsi sempre più, gli individui spesso fanno pian piano ritorno nella famiglia di origine e tutte quelle iniziali spinte verso una vita in apparenza adulta e indipendente scompaiono dall’orizzonte.
A volte, addirittura, le guerre con le famiglie di origine vengono come dimenticate e il figlio rientra a pieno titolo nel nucleo familiare, come se non se ne fosse mai separato. Quante persone ci vengono in mente che si sono rese autonome dai genitori solo in apparenza?
Consulenza di coppia
Valutare di richiedere una consulenza di coppia ad uno specialista dell’ambito (psicologa psicoterapeuta o psichiatra psicoterapeuta) può costituire un valido supporto nei momenti più burrascosi: ricostituire la diade simbiotica non sarà certo l’obiettivo di uno psicoterapeuta ma sarà possibile, dopo un accorto lavoro di coppia e psicoterapia individuale, ripensare allo stare insieme dando il peso che merita il desiderio di avere spazi privati e non condivisi con il partner.
Qualcuno penserà che quei due “non si riuscivano a separare per il tanto amore nutrito per l’altro”: se ci pensiamo bene, in queste dinamiche il sentimento, che forse potrebbe esserci stato all’inizio, in qualche forma, non ha nulla a che vedere con il collante che lega tra loro questo genere di individui.
Buona vita.

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Il mio attuale onorario, per un colloquio individuale, è di 80 € (ai quali va aggiunta una marca da bollo di 2 €, quindi il costo finale del colloquio è di 82 €); il colloquio di coppia, invece, ammonta a 102 €.
Tutti i colloqui hanno la durata di 50 minuti e, a fine incontro, rilascio ricevuta sanitaria che può essere scaricata al momento della dichiarazione dei redditi in quanto spesa sanitaria.

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