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Stereotipi di genere

Donne non si nasce, lo si diventa.
Simone de Beauvoir

Simone de Beauvoir, rivista da me

Gli uomini sono ambiziosi, coraggiosi, aggressivi, energici, giocosi, razionali, intraprendenti, indipendenti, crudeli ….

Le donne sono prudenti, sognatrici, dolci, capricciose, delicate, dipendenti, amorevoli, nervose, …

Ecco alcuni esempi di stereotipi di genere molto diffusi. Quante volte ci è capitato di sentirli … e anche di pronunciarli!

Cerchiamo di capire cosa si intenda per stereotipo di genere, dopo che, in due articoli precedenti, ho chiarito (spero!) cosa siano gli stereotipi e i pregiudizi.

Identità di genere

Partiamo dal principio: che cosa vuol dire “identità di genere”, quando parliamo di esseri umani?

L’espressione “identità di genere” fa riferimento al profondo senso di sé come individuo maschile, femminile o “altro”.

Può corrispondere al genere assegnato alla nascita o può non corrispondere.

Cisgender o transgender?

Ci sono uomini che si sentono a proprio agio nell’identità maschile e donne che si riconoscono nell’identità di donne (cisgender).

Accade anche che persone di sesso femminile si sentano maggiormente a proprio agio in una identità maschile (per questo, spesso, indossano abiti maschili, preferiscono che ci si riferisca a loro utilizzando pronomi e aggettivi maschili, …).

Può anche succedere che persone di sesso maschile si sentano più rappresentate da una identità femminile.

Altre persone ancora sentono di rientrare in un genere femminile – neutro, o più maschile – neutro.

Tutte queste categorie di persone tendono a definirsi transgender.

foto di garten-gg
Orientamento sessuale

L’orientamento sessuale è l’attrazione fisica e/o romantica nei confronti delle altre persone.

Chi si sente attratto dalle persone dello stesso genere sessuale è definito omosessuale, chi preferisce le persone di sesso opposto è eterosessuale, chi è attratto da maschi e femmine si classifica come bisessuale.

Coloro la cui attrazione va al di là del genere dell’altra persona sono chiamati pansessuali e infine le persone che non sono interessate alla sessualità e non intrecciano relazioni intime con nessuno vengono dette asessuali. Per approfondire quest’ultimo argomento, potete leggere questo articolo.

Ruolo di genere

Con questa espressione ci si riferisce all’insieme dei comportamenti e degli atteggiamenti che vengono tipicamente attribuiti ad un determinato genere (maschile – femminile), sia a livello sociale che culturale.

Si tratta di norme sociali che definiscono cosa è più “consono” per una donna e cosa, invece, per un uomo. Per approfondire: cliccare qui.

Stereotipi di genere: cosa sono

Gli stereotipi di genere sono insiemi rigidi di credenze che vengono trasmessi socialmente e riguardano comportamenti, ruoli, attitudini, preferenze, tratti, aspetto fisico delle persone, in relazione alla loro appartenenza di genere (maschile – femminile).

foto di Momo_Air

In base agli stereotipi di genere, ci si aspetta che una persona di sesso femminile o maschile abbia determinate caratteristiche fisiche, psicologiche, sociali, si comporti in un certo modo.

Per facilitare la comprensione, propongo ulteriori esempi, che si aggiungono a quelli citati a inizio articolo: le donne si occupano più degli uomini della cura domestica, gli uomini sono aggressivi, i transessuali propendono per la prostituzione.

Ragionare per stereotipi

Gli stereotipi di genere dipendono da diversi fattori, tra i quali quelli culturali, familiari, generazionali, politici.

Ragionare attraverso gli stereotipi sociali è molto frequente ed è diffuso per motivi “economici”: con queste classi “preformate” si risparmia tempo.

Purtroppo, però, pensare in questo modo non permette di cogliere l’infinita varietà di modi nei quali gli individui possono declinare il loro modo di apparire e di sentirsi.

Esiste una strada che ci permetta di eliminare questo paradigma dalla nostra mente?

La strada della consapevolezza

Naturalmente no, non esiste una formula magica per sciogliere i nodi della psiche. Il primo passo, però, è, come sempre, la consapevolezza: essere consapevoli che è presente in noi una tendenza a procedere in questo modo è l’inizio di una possibilità.

Essere coscienti di avere la tendenza a ragionare per stereotipi di genere può aiutarci a confrontarci con la questione e provare a mettere in discussione i nostri preconcetti.

Dobbiamo sempre tenere a mente, infatti, che ogni individuo è un mondo a sé!

Come si suol dire, “non bisogna fare di tutta l’erba un fascio”! Conoscere chi abbiamo davanti, piuttosto che affrettarci a posizionare un’etichetta sull’altro da noi, può fare la differenza per noi e per gli altri.

Buona vita!

bandiera del non binarismo di genere

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Articolo della dott.ssa Giorgia Aloisio, psicologa e psicoterapeuta (Roma).
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Il mio attuale onorario, per un colloquio individuale, è di 80 € (ai quali va aggiunta una marca da bollo di 2 €, quindi il costo finale del colloquio è di 82 €); il colloquio di coppia, invece, ammonta a 102 €.

Tutti i colloqui hanno la durata di 50 minuti e, a fine incontro, rilascio ricevuta sanitaria che può essere scaricata al momento della dichiarazione dei redditi in quanto spesa sanitaria.

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