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Riflessione sul narcisismo: primo appuntamento

Narcisismo: di cosa parliamo?

‘Viviamo in una società narcisista!’. ‘Ho ferito il tuo narcisismo …’
Quante volte sentiamo frasi del genere? Siamo così sicuri di sapere a cosa si riferiscano? Cosa si intende, dal punto di vista psicologico, con l’espressione ‘narcisismo sano’ e che cos’è un ‘tratto narcisistico’ di personalità? Quand’è che il tratto narcisistico di personalità diventa patologico e facciamo bene a preoccuparci? Le domande sono tante, troppe: per ora, evitiamo di annoiarci troppo e proviamo a fare un po’ di chiarezza, senza esagerare con i tecnicismi.

Confused Narcissus di Giovanni Dall’Orto

Narciso e il mito

Partiamo dal nome, che come sappiamo, rievoca il mito di Narciso. Questo mito lo conosciamo più o meno tutti dai tempi della scuola, ma rinfrescarci la memoria non ci farà male.
Narciso, nella mitologia greca, era un cacciatore di straordinaria bellezza, ammirato e desiderato proprio per questa sua dote sia dalle donne che dagli uomini. Secondo la versione ellenica di questo mito, Narciso, data la sua straordinaria superbia e lo smisurato amore che provava verso di sé, non acconsentiva mai a concedersi a nessuno.

Un giorno, stufo dell’ennesimo giovane che cercava di conquistarlo, Narciso decise di respingere l’ostinato Aminia in un modo insolitamente duro e crudele, donandogli cioè una spada e consigliandogli di uccidersi. Aminia, folle d’amore e di rabbia, compì l’insano gesto di fronte alla dimora di Narciso; prima di suicidarsi, però, il ragazzo, ebbro d’amore, invocò gli dei affinché punissero Narciso per il suo orribile, intransigente comportamento, e così fu.
Morto Aminia, gli dei fecero in modo che Narciso si innamorasse di se stesso guardando il proprio riflesso in uno specchio d’acqua: tale sconfinato e irraggiungibile amore portò il medesimo Narciso al suicidio, proprio con la spada che aveva trafitto mortalmente il cuore di Aminia.

Il sangue caduto dal corpo di Narciso fece sbocciare uno splendido fiore: il narciso.

narciso di Nennieinszweidrei

Il concetto di narcisismo in psicologia

Veniamo ora alla psicologia: il termine ‘narcisismo’ lo troviamo per la prima volta nella nostra disciplina nel 1898, introdotto dallo psicologo e medico inglese Havelock Ellis, uno tra i fondatori della sessuologia, all’interno di uno studio dedicato all’autoerotismo che tanto fece scandalo all’epoca, ed ebbe il periodo di massimo splendore con Sigmund Freud.
Il fondatore della psicoanalisi dedicò al narcisismo un saggio molto interessante e senza dubbio ancora molto attuale, Introduzione al narcisismo (1914).

Narcisismo sano e narcisismo patologico

E ora arriviamo ai giorni nostri e alla nostra inveterata abitudine di classificare tutto: nonostante i numerosi e a volte confusivi cambiamenti nella nomenclatura e nella nosografia psicologico-psichiatrica, gli specialisti della mente sono abituati a parlare di narcisismo ‘sano’ e narcisismo ‘patologico’.
La linea di demarcazione tra questi due stati è straordinariamente difficile e complessa da segnare e non è insolito che avvengano passaggi tra le due condizioni.
Lo stesso comportamento, il medesimo gesto, colti in momenti o in persone diverse, in periodi storici o luoghi geografici differenti, possono essere inquadrati nell’ambito di una sana autostima oppure come tratto patologicamente narcisistico.
Confusi?!?

foto di N-Y-C

Un esempio

Proviamo con l’esempio riportato da Glen O. Gabbard nel suo celeberrimo manuale Psichiatria psicodinamica: il caso di una persona che trascorre 45 minuti asciugando, pettinando e curando la propria capigliatura. È normale o no?
Dipende: se ad impiegare tutto questo tempo è un adolescente alle prese con i conflitti tipici della sua età, in guerra con la propria immagine corporea e alla ricerca di sé, lo comprendiamo e, con un sorriso bonario possiamo includerlo senza troppi dubbi nel range della normalità.
Se a mettere in atto lo stesso comportamento è, invece, un uomo adulto, ad esempio un tale sulla quarantina, il quadro, come sentenzia Gabbard, è sconcertante, in quanto impiegare tutto questo tempo in un’attività di questo tipo è decisamente insano a quell’età e dovrebbe già insospettirci …

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Articolo della dott.ssa Giorgia Aloisio, psicologa e psicoterapeuta (Roma).

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