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Le vicende di una psicoterapeuta, nei percorsi di coppia

Nel mio lavoro con le coppie trovo molto utile interrogarmi sulle fantasie (inconsce) che queste proiettano sulla figura della psicoterapeuta. Nell’articolo troverete alcune mie personali riflessioni, intimamente connesse con il mio lavoro clinico.

Le fantasie sulla psicoterapeuta di coppia, prima del primo incontro

Le coppie scelgono in modo vario a quale psicoterapeuta rivolgersi, quando prendono la (dura?!) decisione di richiedere un consulto di coppia.

Nelle coppie eterosessuali, che sono quelle più frequenti nella mia esperienza professionale, a fare il primo passo possono essere invariabilmente o lei o lui.

Le persone devono scegliere quale specialista contattare, il suo genere sessuale, la posizione dello studio, il tipo di orientamento teorico della psicoterapeuta, chi dei due dovrà effettuare la prima telefonata, quali questioni accennare durante la chiamata…

foto di Mari Castro

Prima dell’incontro, che di solito avviene in presenza, nel panorama relazionale si affacciano le primissime conversazioni telefoniche (a voce, via messaggio, …) e iniziano a prendere corpo alcune iniziali fantasie sulla figura della psicoterapeuta.

Anche le fotografie reperibili online (come anche la foto – profilo di Whatsapp) partecipano alla costruzione di questa immagine.

Poi, l’incontro di persona: la voce al citofono, la figura alla porta e la modalità di accogliere i pazienti nello studio.

Le fantasie che si erano generate prima del colloquio si fondono, confondono e scontrano con i dati della realtà: l’abbigliamento della specialista, l’acconciatura dei suoi capelli, il suo sguardo, …

L’incontro in presenza e il ruolo attribuito alla psicoterapeuta

Già dal primo colloquio iniziano a delinearsi alcune specifiche modalità di rapportarsi agli specialisti.

Spesso le coppie vivono la figura della psicoterapeuta come una sorta di “giudice” che possa, in qualche modo, “dare ragione” a una o all’altra parte del sodalizio amoroso. Questa fantasia compare soprattutto nella prima fase di questi percorsi.

“Mi dica se non ho ragione!” oppure “Secondo lei ho ragione io o mio marito??” sono quesiti che sento spesso rivolgermi.

Naturalmente, gli psicoterapeuti non sono giudici (e per fortuna!) ma quando vengono spinti inconsciamente in questi vicoli angusti, privi di una apparente via di uscita, devono aiutare i pazienti a uscire da queste logiche manichee e stimolare la coppia affinché possa darsi un po’ di “ossigeno mentale” per poter riflettere e confrontarsi con la psicoterapeuta.

Naturalmente questo tipo di atteggiamento mentale non è semplice da scalfire, anche perché, quasi sempre, le persone sono abituate a ragionare in termini di giusto/sbagliato da tutta la vita o quasi.

La psicoterapia come luogo sicuro per poter esprimere le proprie emozioni (e conoscere quelle dell’altra persona)

Lo spazio terapeutico, inoltre, è utile che diventi un luogo sicuro nel quale entrambi i poli della coppia si sentano liberi di poter esprimere le loro emozioni senza paura di essere giudicati.

Le emozioni, ancora oggi, generano spesso timori perché la loro espressione può farci sentire più fragili ed esposti ad essere feriti: dobbiamo sempre ricordarci che gli affetti, gli stati d’animo, i sentimenti, sono uno uno dei due lati del nostro essere umani.

Per approfondire il tema delle emozioni, potete leggere alcuni miei brevi articoli pubblicati su questo sito: ecco qui il primo della serie.

Lo spazio di ascolto psicoterapeutico non è un luogo dove effettuare dimostrazioni geometriche o far valere il principio di non contraddizione ma un ambiente nel quale possiamo comunicare come stiamo e cosa proviamo.

Naturalmente lo stesso vale per il nostro – o la nostra – partner.

La psicoterapia come luogo per migliorare la comunicazione di coppia

Potrà sembrare “banale” ma sovente le coppie comunicano poco e male: con tutte le conseguenze che questo tipo di intoppi può comportare.

Tra i vari problemi di natura comunicativa ci sono i temi “tabù” dei quali molte coppie preferiscono non parlare, un po’ come accade per la questione delle emozioni ma, una volta iniziato un percorso terapeutico, riescono pian piano a darsi la possibilità di farli emergere.

Altra annosa questione: la telepatia. Spesso le persone ritengono che l’altro “sappia” cosa gira nella sua mente per il semplice fatto di conoscersi da tanto tempo o perché alcuni comportamenti dovrebbero aver comunicato qualcosa di evidente agli occhi dell’altro.

Nulla di più sbagliato! Anche questo aspetto, per quanto possa sembrare assurdo, è assai frequente nei colloqui di coppia ed è importante educare le persone a non dare nulla per scontato.

Psicoterapia come salvezza della coppia?

Non bisogna pensare che un percorso terapeutico salvi l’integrità di una coppia. A volte, come ho già scritto in un altro articolo, lo spazio psicoterapeutico serve alla coppia per sancire la fine di un rapporto.

D’altronde non è detto che mantenere in vita una coppia sia una salvezza, anche perché di coppie disfunzionali, nel mondo, ce ne sono moltissime e, in questi casi, sarebbe preferibile una scelta di allontanamento.

Se la coppia torna a muoversi sugli stessi binari e la separazione tra i due non avviene, è perché di base ci sono, all’interno del rapporto e nell’intimo degli individui, le risorse per farla procedere in quella direzione: risorse che la psicoterapia aiuterà a vagliare.

foto di Chena

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Il mio attuale onorario, per un colloquio individuale di cinquanta minuti, è di 80 € (ai quali va aggiunta una marca da bollo di 2 €, quindi il costo finale del colloquio è di 82 €); il colloquio di coppia, invece, ammonta a 102 € e dura sempre cinquanta minuti. Qualora se ne sentisse la necessità, è possibile concordare colloqui di durata maggiore (e un costo leggermente superiore).

A fine incontro, rilascio ricevuta sanitaria che può essere scaricata al momento della dichiarazione dei redditi in quanto spesa sanitaria.

Per consulenze, psicoterapie o informazioni, mi potete contattare tramite messaggio Whatsapp al 3280194286 o scrivermi a info@giorgiaaloisio.it

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