Appunti di psicoterapia di coppia
Molto spesso l’incontro di coppia viene visto come “l’ultima spiaggia”, dopo anni, a volte decenni di conflitti e sofferenze.
Mi domando spesso come mai le persone aspettino così tanto tempo, tanto da rendere lo spazio di coppia apparentemente quasi “inutilizzabile”.

Le richieste di terapia di coppia
Quando una coppia chiede un supporto, ciò avviene in un momento particolarmente critico, al pari di quello che accade nella consulenza individuale.
La coppia in questione è da tempo in difficoltà e ha deciso di portare questi conflitti di fronte ad una terza persona, estranea ma esperta di dinamiche relazionali, in modo che possa fare chiarezza e aiutarli a comprendere cosa stia accadendo tra di loro.
Nelle richieste individuali, di solito, la persona si trova in difficoltà, magari anche da un certo periodo di tempo e desidera capire e al contempo mettersi nelle condizioni di cambiare.

Nelle richieste di coppia, invece, “la frittata sembra già fatta”, sono già accaduti alcuni eventi o sono state fatte scelte dolorose, che hanno tradito la fiducia dell’altro (o quella reciproca!), si sono già ingoiati “bocconi amari” e l’esasperazione sembra uno dei sentimenti dominanti.
Urgenza
Le richieste di supporto psicologico sono dominate da intensa urgenza, maggiore di quella che si riscontra nelle richieste individuali e le coppie, spesso, sono alla ricerca di una risposta quasi “magica” che possa svelare le cause della crisi e dare la soluzione al problema.
Naturalmente è fondamentale ricordare alle coppie che richiedono il nostro supporto psicoterapeutico che noi psicoterapeuti siamo sprovvisti di doti magiche e che il grosso del lavoro dovranno farlo loro, con il nostro sostegno e la nostra competenza.
A cosa può servire la psicoterapia di coppia, in queste condizioni
Quando la coppia arriva in condizioni che potremmo definire “disperate”, i suoi membri si mostrano sfiniti dai numerosi e infruttuosi tentativi di sopravvivere insieme.
In alcuni casi la richiesta implicita sembra essere che una specialista esterna “decreti” la fine del sodalizio amoroso.
Sembra che le persone, in certe situazioni, abbiano bisogno che qualcuno, “dall’esterno”, li autorizzi a concludere la relazione, gli dia il permesso di lasciarsi…
Siamo sempre all’ultima spiaggia??
La situazione di coppia, però, non è sempre così “all’ultima spiaggia” e se le persone tentano l’ultima “carta” della terapia di coppia, vuol dire che, in fondo, sperano – e a volte suppongono – che ci sia la possibilità di recuperare i rapporti.
Nei casi che ho seguito in questi anni, spesso i problemi che lamentano le coppie sono delle proiezioni personali sull’altra persona.
Il concetto di “proiezione” è assai tecnico e cercherò di darne una spiegazione semplice e fruibile anche a chi è digiuno di psicologia.
La proiezione
La proiezione, in psicologia, è un meccanismo di difesa nel quale una persona “proietta” qualcosa di sé sull’altro, cioè attribuisce all’altra persona aspetti propri, disconoscendoli.
Nelle coppie questo accade quando uno dei due tende ad attribuire all’altro propri bisogni o desideri, non riuscendo a dichiararli come bisogni personali.

E’ fondamentale, quando ci si trova di fronte a questa dinamica, fare le dovute distinzioni e mettere in primis a fuoco “chi ha bisogno di che cosa”: c’è chi ha bisogno di maggiore intimità di coppia, chi invece vorrebbe avere degli spazi propri, nei quali poter fare ciò che desidera, sentendosi autorizzato dall’altra persona, eccetera ….
Potrebbe sembrare un’operazione banale ma non lo è per nulla e far riappropriare le persone di ciò che appartiene loro, molto spesso, è un duro lavoro che incontra diverse resistenze.
Importanti scoperte
Capita di accorgersi, durante questi percorsi di conoscenza, che entrambi i poli della coppia facciano delle vere e proprie “scoperte”, in questo senso: cioè che uno desideri qualcosa di cui non aveva mai veramente fatto menzione all’altro.
Può succedere, infatti, che molte inclinazioni, pensieri, gusti, desiderata, vengano dati per scontati, come se l’altro avesse il dono di “leggere nella mente altrui”.
Altra fondamentale “scoperta”: desiderare degli spazi propri, privati, nei quali potersi rilassare, divertire, socializzare, fare attività sportiva, non è un crimine … anzi! Avere momenti in cui non si è in coppia può arricchire gli individui e anche il loro stare insieme.
E’ bene non chiudersi in un legame angusto che, a lungo andare, rischia di “asfissiare” entrambi.
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Il mio attuale onorario, per un colloquio individuale di cinquanta minuti, è di 80 € (ai quali va aggiunta una marca da bollo di 2 €, quindi il costo finale del colloquio è di 82 €); il colloquio di coppia, invece, ammonta a 102 € e dura sempre cinquanta minuti. Qualora se ne sentisse la necessità, è possibile concordare colloqui con una durata maggiore.
Tutti i colloqui hanno la durata di 50 minuti e, a fine incontro, rilascio ricevuta sanitaria che può essere scaricata al momento della dichiarazione dei redditi in quanto spesa sanitaria.

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