| 

Una psicoterapeuta per tutte le stagioni??

Un titolo provocatorio per una riflessione sulla professione di psicoterapeuta e sui miei ambiti di competenza.

Buona lettura!

foto di hudsoncrafted
La professione di psicoterapeuta

Sulla professione di psicoterapeuta, tempo fa, ho scritto un breve articolo, su questo sito, in cui sintetizzo gli ambiti di competenza: lo potete trovare qui.

Lo psicoterapeuta può essere medico o psicologo: il medico può diventare psicoterapeuta se si specializza in Psichiatria o in Psicoterapia, lo psicologo può accedere alla specializzazione in Psicoterapia ma non a Psichiatria (in quanto branca medica).

Le competenze di uno psicoterapeuta sono molteplici e spaziano da moltissimi ambiti, dalla salute alla patologia, dall’età infantile all’età adulta o alla terza età.

Ci si può occupare di singoli individui, coppie, gruppi di persone. Si può essere specialisti in alcune particolari questioni.

Naturalmente una psicoterapeuta non può occuparsi di qualsiasi problematica e se così dovesse sembrare, c’è qualcosa che “non quadra”.

La personalità e l’empatia

Ciascuno di noi psicoterapeuti, in quanto “persona”, ha delle inclinazioni, delle preferenze, una propria visione del mondo, delle relazioni e del ruolo della salute mentale: a seconda di tutti questi (e molti altri) fattori, sceglie il proprio percorso formativo che, ovviamente, non potrà mai comprendere tutta la psicologia umana.

Il fattore “personalità” della psicoterapeuta incide profondamente sul suo modo di interpretare il ruolo professionale e di come lo declina con le persone che incontra.

Incide anche molto la capacità di ogni specialista di sapersi “mettere nei panni dell’altro” (la famosa empatia!) e ognuno di noi riesce a viverla in modi diversi, anche in base ai contesti sociali.

C’è lo psicoterapeuta che riesce a comprendere meglio i pazienti che sono turbati da questioni di natura emotiva, ci sono specialisti che empatizzano di più con le persone che soffrono di disturbi alimentari, chi con individui di origine straniera, … e tanto altro.

Aspetti etici e preferenze

E’ molto importante che ciascuno psicoterapeuta conosca le proprie inclinazioni ma che sappia anche riconoscere i propri limiti: non tutti possono lavorare con “tutti” e, pur dovendo sempre tenere a mente e rispettare il codice deontologico degli psicologi italiani, preferisce occuparsi di alcune questioni e, al contrario, non si sente di affrontare certe tematiche.

Quando penso a “certe tematiche” mi vengono in mente, ad esempio, le problematiche molto delicate che riguardano le persone che rientrano nel gruppo LGBTQIA+, oppure individui di orientamento religioso non cristiano – cattolico.

Cosa deve fare in questi casi, lo psicoterapeuta?

Innanzitutto confrontarsi con se stesso e comprendere se può lavorare liberamente, in serenità, con le premesse portate dai pazienti.

Se ci si accorge che queste condizioni non ci sono perché, magari, si sente il peso di certi stereotipi o anche di alcuni pregiudizi, è bene comunicare tempestivamente al paziente che non lo si prenderà in carico, dando anche qualche nominativo di collega che, invece, con quelle problematiche può lavorare senza intoppi.

Se possibile, sarebbe ottimale poter essere sinceri con chi ci sta di fronte, senza inventare motivazioni per nascondere le nostre difficoltà: i pazienti non potranno che apprezzarlo.

Una psicoterapeuta per tutte le stagioni? Anche no!

Personalmente cerco di essere il più possibile rispettosa della diversità altrui e, quando mi trovo in difficoltà, mi interrogo con me stessa e anche con il supporto delle intervisioni con i miei colleghi per cercare di comprendere le ragioni delle mie criticità.

Se mi rendo conto che sono superabili, procedo con il lavoro clinico; in caso contrario, effettuo un invio ad altro collega, interrompendo il percorso psicoterapeutico.

Se lo ritengo opportuno, e se richiesto, do il mio parere, fermo restando che le scelte di vita spettano sempre e solo al paziente.

Anche quando le persone effettuano scelte che non condivido pienamente, rispetto e accolgo le decisioni diverse dalle mie aspettative.

Tra i principi cardine del mio modo di lavorare c’è l’aggiornamento continuo che mi accompagna, ormai, da tanti anni, permettendomi di conoscere sempre più sfumature dell’animo umano.

___________________

Il mio attuale onorario, per un colloquio individuale di cinquanta minuti, è di 80 € (ai quali va aggiunta una marca da bollo di 2 €, quindi il costo finale del colloquio è di 82 €); il colloquio di coppia, invece, ammonta a 102 € e dura sempre cinquanta minuti. Qualora se ne sentisse la necessità, è possibile concordare colloqui di durata maggiore (e un costo leggermente superiore).

A fine incontro, rilascio ricevuta sanitaria che può essere scaricata al momento della dichiarazione dei redditi in quanto spesa sanitaria.

Per poter scaricare la spesa, al momento della dichiarazione dei redditi, è indispensabile saldare le sedute in modalità tracciabile (POS, bonifico bancario).

Per consulenze, psicoterapie o informazioni, mi potete contattare tramite messaggio Whatsapp al 3280194286 o scrivermi a info@giorgiaaloisio.it

Articoli simili